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Museo

La flora

Come è noto la vegetazione varia sensibilmente al variare dell'altitudine: salendo di quota il paesaggio cambia, si osserva una riduzione della vegetazione. A quota più bassa (circa 530 m s.l.m.) si trova il lago, che è soggetto ad una notevole fluttuazione del livello delle acque, e questo fa si che sia povero di vegetazione riparia, essenziale per la stabilizzazione delle sponde, per il rifornimento di materia organica, per il controllo dell’eutrofizzazione delle acque tramite l’assorbimento dei nitrati, per offrire riparo agli organismi acquatici e per la filtrazione delle acque di dilavamento del terreno, ma questo non toglie che le condizioni di umidità favorevoli e la buona fertilità del terreno abbiano permesso la stabilizzazione di un notevole numero di specie vegetali, alcune delle quali, per la particolarità delle condizioni ambientali sono riscontrabili solamente in questa zona, per quanto riguarda la situazione Laziale. In prossimità del lago si sviluppano specie vegetali erbacee igrofile, come ad esempio Polygonum amphibium L.(rarissima), Herniaria incana Lam.(rara), Spergularia rubra L. (comune), Ranunculus neapolitanus Ten.(rara), Rorippa palustris (rarissima), Potentilla supina (rarissima), Trifolium fragiferum (comune), Gnaphalium uliginosum (comune), Pulicaria vulgaris (rara), Carduus nutans (comune), Crypsis alopecuroides (rarissima), Cyperus michelianus (rarissima). Durante il periodo estivo, inoltre, il notevole abbassamento del livello minimo, favorisce l’aumento della concentrazione di sale creando così un ambiente salmastro, habitat ideale per alcune specie eurialine come ad esempio la Corrigiola littoralis L.(rarissima). La tipica vegetazione palustre caratterizzata da giunchi, cannucce, ranuncoli acquatici ecc, non si sviluppa lungo le coste del lago ma a ridosso dei vari fossi, che garantiscono una maggiore umidità durante tutto l’anno a differenza del lago stesso, che come abbiamo detto subisce continue variazioni del suo livello. Sono presenti tre fossi naturali, oltre al Fosso del Diluvio, che convogliano le acque meteoriche, e sono: il fosso Dove, il fosso Padrone e il fosso Riopreta. Nella zona orientale del lago, a poca distanza dalle sponde, estesi sono i campi ad uso agricolo e per il pascolo. Le coltivazioni sono essenzialmente a graminacae, all’interno delle quali trovano il loro habitat ideale alcune specie appartenenti alla famiglia delle compositae (margherite, Bellis perennis e cardi Carduus nutans, Cynara cardunculus altilis) e alla famiglia delle papaveracae (Papaver rhoeas). Le forme arboree iniziano a svilupparsi dal limite di massimo invaso delle acque (550 m s.l.m.), più a valle si trovano latifoglie igrofile come salici (Salix alba e Salix fragilis) e pioppi (Populus alba e Populus nigra ), salendo di quota invece specie mesofite tipiche dell’Appennino, caratterizzate da formazioni boschive di querce rappresentate essenzialmente dal cerro (Quercus cerris) e da boschi misti di latifoglie come il castagno (Castanea sativa), abbondante nella zona nord della riserva verso Fiuggi, il carpino bianco, il carpino nero (Ostrya carpinifolia), la roverella (Quercus pubescens), il ginepro rosso (Juniperus oxicedrus), l’Acero campestre (Acer campestre) e l’orniello (Fraxinus ornus), salendo ancora, le formazioni boscose lasciano posto a forme arbustive rappresentate essenzialmente dal biancospino (Crataegus monogyna).

Un altro ambiente caratteristico della riserva è quello roccioso, non alterato dall’attività antropica, qui si possono trovare alcune specie di orchidee, di ginestre di cardi e piante aromatiche come il timo, la mentuccia, il rosmarino ecc.

 


 
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